solo 27 minuti
per un' offerta promozionale?

Richiedi informazioni

News

LA NASA CONFERMA CHE TRA 20 ANNI AVREMO LA PROVA CERTA DELL'ESISTENZA DEGLI ALIENI

10.04.2015

Secondo la scienziata capo della Nasa, Ellen Stofan, con ogni probabilità non siamo soli nell'universo ma presto si potrebbe avere la prova certa dell'esistenza degli alieni. Nel corso di un convegno tenutosi a Washington, la scienziata della NASA ha spiegato: "Abbiamo forti indicazioni che troveremo forme di vita oltre la terra nel prossimo decennio", precisando inoltre come ci siano "molte probabilità che nei prossimi 20 o 30 anni l'umanità riesca a trovare le prove definitive" che confermino la presenza di popoli alieni su altri pianeti. La scienziata capo della NASA ha continuato: "Sappiamo dove guardare e sappiamo come guardare. Nella maggior parte dei casi abbiamo anche la tecnologia adeguata per farlo". La scienziata della NASA si è poi affrettata a precisare che "ovviamente non stiamo parlando di omini verdi, ma di microorganismi". Secondo la scienziata capo della NASA, negli ultimi anni le attività scientifiche della NASA hanno portato a numerose scoperte sorprendenti legate all'acqua che "forniscono l'ispirazione per continuare a indagare le affascinanti possibilità di altri mondi, la vita e l'universo" e ha precisato che "Nel corso della nostra vita potremo finalmente rispondere alla domanda se siamo soli nel sistema solare e oltre".
Durante il convegno ha preso la parola anche il direttore del dipartimento di planetologia della NASA Jim Green che ha riportato i risultati di uno studio recente che ha analizzato l'atmosfera sopra le calotte polari di Marte e ha accertato che oltre il 50% dell'emisfero Nord del pianeta è stato in passato ricoperto da oceani profondi varie miglia. Il collega della NASA John Grunsfeld, ex astronauta ed amministratore del Science Mission Directorate dell'agenzia, ha affermato: "Credo che siamo distanti circa una generazione dal raggiungimento dei limiti del nostro sistema solare, e poi l'obiettivo successivo sarà un pianeta orbitante intorno a una stella vicino a noi". La NASA e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) metteranno in campo nei prossimi anni una nuova squadra di satelliti con lo scopo principale di capire dove si nasconda l'acqua e, forse, forme di vita e popoli alieni. Juno, Webb e Tess, per esempio, sono i nomi di alcune delle ambiziose missioni che partiranno per setacciare lo spazio a caccia di tracce di vita e popoli alieni e per svelare i segreti dell'evoluzione dei pianeti.
Non solo la NASA e l'ESA sono in cerca della prova certa dell'esistenza degli alieni. Uno studio condotto dall'università britannica di Birmingham i cui risultati sono stati riportati dall'Astrophysical Journal, ha dimostrato l'esistenza di 5 pianeti alieni dalle dimensioni confrontabili a quelle della terra che compongono un sistema solare antico oltre il doppio del nostro, formatosi infatti 11,2 miliardi di anni fa. Si tratta del sistema solare più antico che si conosca, ed è stato scoperto dal cacciatore di pianeti della NASA, il telescopio spaziale Kepler, che ha individuato i cinque mondi alieni mentre transitavano davanti al disco della loro stella. Per il direttore gruppo di ricerca, Tiago Campante, la scoperta potrebbe avere implicazioni di vasta portata: "ora sappiamo che i pianeti delle dimensioni della terra si sono formati molto presto nella storia dell'universo e questo potrebbe implicare l'esistenza di forme di vita molto antiche nella nostra galassia" e potenzialmente di popoli alieni. Nella via lattea, sono miliardi i pianeti capaci di ospitare la vita e quindi potenziali popolazioni di alieni. Sono altrettante infatti le stelle che potrebbero avere da uno a tre pianeti all'interno della cosiddetta "zona abitabile", ossia alla distanza giusta dalla propria stella per avere acqua limpida in superficie, primo requisito per ospitare forme di vita e popoli alieni, come indicato da un calcolo delle probabilità condotto in base ai dati forniti ancora una volta dal telescopio spaziale Kepler della NASA. Il complesso calcolo statistico è stato eseguito sfruttando la stessa formula grazie a cui venne determinata la posizione di Urano ancor prima della sua scoperta, e ha permesso ai ricercatori di ottenere una stima dei pianeti localizzati nella zona abitabile da popolazioni di alieni che va ben oltre il più esiguo numero trovato dal telescopio della NASA dato che il suo occhio è programmato per identificare soprattutto i pianeti più grossi che orbitano molto vicini alle proprie stelle e che per questo motivo rischiano di essere troppo caldi per ospitare forme di vita e popoli alieni. Dato che sono 100 miliardi i pianeti che potenzialmente potrebbero ospitare popolazioni di alieni, è molto alta la probabilità che in un tempo non troppo lontano si scopra la prova certa dell'esistenza degli alieni.